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Sono innumerevoli i falsi miti diffusi sull’alcool e sui suoi effetti ‘benefici’; in realtà, si tratta di una sostanza piuttosto pericolosa, soprattutto per i giovani, infatti fino all’età di 20 anni circa, nel corpo umano non sono ancora presenti gli enzimi destinati alla metabolilzzazione dell’alcol.Le bevande alcoliche, quinidi, per i giovani risultano molto più nocive rispetto ad un adulto, perchè l’etanolo non può essere scomposto in sostanze più tollerabili.

I giovani sono un target di popolazione estremamente vulnerabile ai rischi legati al consumo di bevande alcoliche.

Negli ultimi decenni si è assistito infatti ad un aumento graduale del consumo di alcol da parte di adolescenti e pre-adolescenti, aumento influenzato anche da pressioni sociali, mediatiche e pubblicitarie sempre più considerevoli e incalzanti. Accanto alle pressioni mediatiche sollecitate tramite social network o spot pubblicitari (si stima che vengono investiti circa 65 milioni di euro per la pubblicità di bevande alcoliche sul web) anche la maggiore disponibilità di offerta e il cambiamento di modelli di consumo hanno esposto i giovani all’acquisizione di comportamenti non salutari.

Le società che vendono prodotti alcolici sfruttano le pagine dei social network per lanciare abilmente le loro campagne di marketing, utili sia alla promozione del loro brand per acquistare visibilità che all’incremento delle vendite. Il rapido sviluppo dei social network solleva nuove questioni riguardanti la commercializzazione dell’alcol e il potenziale impatto dell’alcol sulle culture più in generale. I giovani, sono soliti raccontare su web storie legate al bere, condividere immagini raffiguranti il bere e sono esposti a forme massicce di strategie di marketing.

L’effetto di tutto questo, scrivono, è quello di “normalizzare” l’alcol in occasioni sia banali che speciali nella vita di tutti i giorni degli utenti Social.

Nei ragazzi, tra 11 e 29 anni, il consumo di alcol è la prima causa di morte ed è spesso alla base di diversi incidenti stradali, se un decesso su tre (tra i giovani) potrebbe essere evitato non rimettendosi alla guida dopo aver bevuto. «Le bevande alcoliche vengono presentate come qualcosa di irrinunciabile per gli adolescenti: perché disinibiscono, fanno superare la timidezza e favoriscono le relazioni sociali», afferma Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità e presidente della Società italiana di Alcologia.

Così riteniamo possa essere di aiuto sfatare alcuni dei “miti” riguardanti le sostanze alcoliche, utilizzati spesso dai più giovani:

 L’alcol disseta. FALSO!

L’alcol non serve a dissetare, anzi il suo metabolismo ha bisogno di una certa quantità di acqua; l’alcol, inoltre,  blocca la produzione di ormone antidiuretico, quindi la sua assunzione in notevoli quantità fa urinare di più e aumenta la sensazione di sete.

 

L’alcol  riscalda. FALSO!

La notte è fredda, ma la voglia di stare in giro, di girare per locali è tanta? Bere non aiuterà assolutamente a sentire meno i rigori della temperatura. L’alcol, infatti, provoca vasodilatazione producendo una momentanea e molto ingannevole sensazione di calore; la vasodilatazione, però è anche responsabile di una maggiore velocità di dispersione del calore e quindi bere troppo comporta un ulteriore raffreddamento corporeo.

 

Alcol = essere più spigliati, più socievoli e più sicuri di sé e delle proprie possibilità. FALSO!

Tutto questo non è possibile perché l’alcol non è un eccitante, ma anzi ha un’azione deprimente sul sistema nervosa centrale; il mito nasce dal fatto che l’alcol disinibisce, eccita e aumenta il senso di socializzazione anche nelle persone più timide, ma superata l’euforia iniziale subentra la sedazione.

 

L’alcol dà forza. FALSO!

L’alcol è un sedativo, la sua assunzione provoca soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e percezione del dolore.

 

Il vino fa buon sangue. FALSO!

È luogo comune dire che un po’ di vino anche nei bambini fa sangue: niente di più falso anzi il consumo di alcolici può favorire l’insorgenza di varie forme di anemia e può aumentare il livello di grassi nel sangue.

 

L’alcol è un alleato della sessualità? FALSO!

L’alcol è in grado di agire sulla parte del cervello che controlla il comportamento:  induce disinibizione, può  regalare una forte sensazione di euforia e in qualche modo può favorire gli approcci, ma è bene ricordare che un consumo eccessivo di alcol è fra le principali cause di impotenza, anche perché l’alcol va a deprimere la produzione di testosterone provocando, effettivamente,  un riduzione del desiderio sessuale.

 

La sbornia si smaltisce prima con una doccia fredda e qualche caffè. FALSO!

Né le docce fredde né il caffè possono aiutare a smaltire più velocemente i fumi dell’alcol: servono molte ore prima che l’alcol venga metabolizzato completamente; un caffè o una doccia fredda dopo una sbronza, quindi, possono solo contrastare  la sonnolenza. Dati allo mano si stima che normalmente per metabolizzare un’unità alcolica servano da 1 a 2 ore.

 

Più bevi e meno ti ubriachi. FALSO!>

Una volta che l’alcol entra nel circolo ematico arriva al fegato e viene degradato dall’enzima alcol-deidrogenasi: questo sistema enzimatico, in effetti, è passibile di induzione ovvero, per piccole quantità di alcol e inizialmente, più alcol si beve meglio si metabolizza, si sviluppa una migliore tolleranza all’alcol; chi beve abitualmente ha una tolleranza migliore di chi è astemio, ma questo è vero per quantità di alcol piccole. Quando si bevono quantitativi di alcol importanti l’attività dell’enzima deidrogenasi diminuisce perché il sistema enzimatico viene a saturarsi e quindi l’alcol si accumula pericolosamente. Le donne, gli adolescenti, i ragazzi giovani e alcuni appartenenti ad etnie particolari, inoltre, mostrano un’attività ridotta dell’alcol deidrogenasi perciò metabolizzano quantità di alcol più piccole del normale.

 

L’alcol aiuta la digestione. FALSO!

L’alcol provoca ipersecrezione gastrica e altera i tempi del normale svuotamento dello stomaco.

 

La birra fa latte. FALSO!

La donna  che deve allattare per produrre latte deve introdurre molti liquidi quindi almeno 2 l di acqua al giorno, succhi di frutta e seguire una dieta equilibrata e bilanciata in grassi, proteine e carboidrati. Se la mamma assume alcolici durante l’allattamento, inoltre, questi passano attraverso il latte e arrivano al bambino.

 

L’alcol aiuta a riprendersi da uno schock. FALSO!

L’alcol provoca vasodilatazione periferica e quindi diminuisce l’afflusso di sangue agli organi interni  e soprattutto al cervello.

 

E ricordate: non esistono evidenze scientificamente fondate per stabilire un limite sicuro di consumo di alcol e ciò in particolare per i giovani e gli adolescenti, che costituiscono i gruppi più vulnerabili.

 

Fonti: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_104_allegato.pdf

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